Emilia-Romagna, Italia — dal 1850s
Cooperative dell'Emilia-Romagna
● fatto, sostenuto da fonti · ◌ giudizio del curatore
Densità cooperativa diffusa (~40% del PIL regionale; a Bologna 2 cittadini su 3 sono soci), riserva indivisibile esentasse e 3% degli utili a un fondo per nuove coop; prestito sociale dei soci.
La riserva indivisibile è anti-concentrazione strutturale: il capitale resta nel movimento, non estraibile né privatizzabile. Più reti tra coop (annidamento) e il 3% mutualistico. La regione passò da povera a più ricca d'Italia.
Riserva indivisibile (il capitale non si concentra); 3% mutualistico per generare nuove coop; prestito sociale; reti dense.
Cultura mutualistica radicata, quadro legale favorevole (Cost. art. 45), reti dense tra coop.
Dipende da leggi favorevoli; la scala globale spinge alcune grandi coop verso comportamenti capitalistici.
fatto, sostenuto da fonti — Fonti & evidenza
Restakis, The Emilian Model
Granularità fine (claim singoli ↔ fonti, studi accademici collegati) prevista dallo schema §2 dell'architettura — popolata negli stadi successivi. Per ora la fonte è a livello di caso.